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| Negli anni '50 l'unico
sogno di molte donne era il matrimonio da favola (nella foto quello fra l'attrice Dawn Addams e il principe Vittorio Massimo di Roccasecca) |
Durante la guerra le
donne sono state coinvolte direttamente nella produzione, nella lotta, nella
politica. Da lì non si poteva tornare indietro. Anche se poche, alcune sono quindi entrate a fare parte della Costituente, nella Commissione dei Settantacinque, e hanno imposto - quale che fosse il loro schieramento politico - il concetto di parità. Ma nella nostra Costituzione c'è un punto che nega la parità: è l'articolo 37. |
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| Io
non sono femminista e non credo nell'uguaglianza, ma piuttosto nell'equivalenza,
come diceva Anna Kuliscioff. |
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Nell'articolo 37 si dice che l'uomo e la donna hanno uguale diritto al
lavoro, fatta salva la funzione essenziale della donna, che è quella di
essere moglie e madre. Una puntualizzazione voluta dai cattolici, che
hanno combattuto per inserirla. Si tratta di un comma che è stato usato
dalla magistratura in varie sentenze; molte cause in nome dei diritti
civili femminili sono state perse proprio perché l'articolo 37 stava lì
a dire che il ruolo fondamentale della donna è quello domestico. |
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| L'ideale madre di
famiglia del Ventennio |
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| Nei miei
libri ho sempre affrontato il conflitto fra i pregiudizi e la liberazione dai pregiudizi. Ad esempio quello della povertÀ, cui sembrava condannata l'Italia, che pareva destinata a restare un paese "povero di risorse e ricco di braccia". |
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In Italia siamo in ritardo
su tutto: in ritardo e malamente abbiamo realizzato l'istruzione di massa, in ritardo e malamente abbiamo affrontato la parità femminile. Le donne, che potrebbero dare un enorme contributo alla vita del paese, sono mortificate e compresse. Abbiamo ancora troppi ostacoli e troppi pregiudizi che ci impediscono di liberare davvero le energie femminili. [BIBLIOGRAFIA] |
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| Manifestazionea favore della legge sull'aborto (1975) |
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