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Sono nata a Milano nel 1946, in una famiglia che, da parte materna e paterna, conta avi patrioti, professionisti, persone colte e integerrime, spesso bizzarri e anticonformisti. I miei genitori sono stati entrambi antifascisti, hanno fatto la Resistenza e hanno creduto nel futuro migliore dei loro figli (e avevano ragione).
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Ho studiato al liceo
classico Giovanni Berchet e alla facoltà di lettere dell'Università
Statale, dove mi sono laureata nel 1971, senza mai essere una
studentessa brillante. Negli anni di università ho lavorato come traduttrice, insegnante di ginnastica, comparsa televisiva, compilatrice di schede cinematografiche e di voci enciclopediche. |
![]() Da ragazza |
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| Nel 1964 |
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Ho partecipato al '68, come gregaria, senza aderire a gruppi o gruppetti. |
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Al
momento di scegliere che cosa fare nella vita, ero poco convinta di avere talento per l'insegnamento. Comunque, ho lasciato perdere, una volta appurato che si entrava nella scuola facilmente se orfana di guerra, vedova o madre di otto figli, ma più difficilmente se provvisti di una vocazione, che comunque non possedevo. Ho cercato lavoro altrove e l'ho trovato come traduttrice di notizie economiche alla Reuters che, grazie alla crisi valutaria dopo la dichiarazione di inconvertibilità del dollaro in oro nel 1971, cominciava a vendere i suoi notiziari in Italia. Nel 1974, dopo due anni di stipendi a ore e di contratti a termine, sono stata assunta come giornalista. Nel frattempo ho tradotto diversi libri di storia economica, economia e sociologia. Nel 1976 sono diventata professionista. Nel 1978 ho lavorato per il mensile "Espansione", nel 1979 sono passata alla "Lettera finanziaria", nel 1983 a "Mondo economico", nel 1986 a "Italia oggi", nel 1991 all'"Indipendente", abbandonando il giornalismo economico che ormai mi sembrava ripetitivo, chiuso e poco interessante. Nel 1994 ho abbandonato il giornalismo non per scelta ma perché non trovavo altri giornali disposti a servirsi di me. |
![]() ![]() in veste di giornalista [Foto: Fotocronache Olympia] |
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Il primo libro: Poveri ma belli |
Nel 1995 ho pubblicato Poveri ma belli, una storia degli anni Cinquanta, del miracolo economico, della modernizzazione italiana. Nel 1996 è uscito La grande illusione, una storia degli anni Sessanta e nel 1998 Santa Pazienza, una storia del cambiamento delle donne italiane nella seconda metà del Ventesimo secolo. Senso racconta la storia del cambiamento dei costumi sessuali durante tutto il Novecento. Si tratta della terza grande rivoluzione del secolo scorso (dopo il miracolo economico e la parità femminile). |
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Ho studiato storia, economia, Quel che mi interessa raccontare è il cambiamento dei costumi. Noi ci comportiamo come ci insegnano a comportarci e ce lo insegnano
come un principio, se non addirittura come una verità assoluta. |
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Le vicende delle persone che ci hanno preceduto sulla faccia della terra insegnano, ammaestrano e consolano. Trovare le storie vere di uomini, donne, famiglie e comunità è la mia fatica preferita: come le tessere di un mosaico finiscono per incastrarsi l'una nell'altra e dare il senso - ma anche il colore e il sapore - di un'epoca. |
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